Dalle parole ai fatti: sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove disposizioni sul Wi-Fi libero. Cade l’obbligo per bar, alberghi, ristoranti e locali pubblici di identificare gli utenti. Nuove regole per gli Internet point.
Leggere per credere. Sulla Gazzetta Ufficiale viene messa nero su bianco la decisione di rendere libero il Wi-Fi. Una svolta dopo mesi e mesi di dibattito intorno all’opportunità di modificare il decreto Pisanu che, elaborato all’indomani degli attenti terroristici di matrice islamica, imponeva serrati controlli nella gestione degli hotspot Wi-Fi pubblici. Il decreto Milleproroghe 1 mette fine a cinque anni di critiche (da parte degli utenti) e di musi lunghi (dei gestori dei punti Internet di bar e locali pubblici) costretti a una noiosa e continua identificazione degli utenti (con tanto di moduli da compilare).
Uno spot Wi-Fi - L’unica imposizione rimasta in vigore (fino al 31 dicembre 2011) riguarda gli esercenti degli Internet point (“gli esercizi pubblici che forniscono l’accesso ad Internet in via principale”): chiunque vorrà aprire questo tipo di attività dovrà richiedere l’autorizzazione alla questura. Tutti gli altri (alberghi e ristoranti, ad esempio) potranno fornire la connessione wireless (o con qualunque altro tipo di tecnologia) a proprio uso e consumo e in maniera completamente discrezionale.
Si tratta di un cambiamento di rotta che ha messo tutti d’accordo: il popolo della Rete e le istituzioni, la maggioranza e l’opposizione.
Una voce fuori dal coro è stata invece quella del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che, neanche due mesi fa, aveva puntato l’indice contro il Wi-Fi libero: “Bisogna rendersi conto - erano state le sue dure parole che, a dirla tutta, non avevano raccolto un grande seguito - che dietro queste reti, Wi-Fi e Internet point, ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti, non più identificabili. Si possono anche trovare terroristi, pedofili, mafiosi”.
Autore: Fabio Lepre
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IL BRASILE NON MERITA RAPPORTI CON L'ITALIA
Caso Battisti.
Chiediamo fermamente che il nostro Governo si attivi con tutte le industrie Italiane, ad iniziare da Finmeccanica e Fiat, per dare il via alla smobilitazione dal Brasile, col progressivo scioglimento dei contratti ed il ritiro di ogni attività Italiana in quel Paese che non merita nessun tipo di collaborazione. Inoltre confidiamo in un "pesante" intervento Italiano in sede Comunitaria per far prendere all'Europa una chiara, netta, precisa ed autorevole posizione di condanna.
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Evviva ancora non hanno mandato un Killer ad uccidermi !
AceaElectrabel - Giancarlo Bertollini.
Questo pomeriggio ho trovato l'avviso di Mora con la diffida ad effettuare il pagamento entro cinque giorni, di una bolletta "FOLLE" (che ho provveduto a contestare per tempo) pena il distacco della fornitura. La lettera è datata 14/12/2010 ed è pervenuta oggi 27/12/2010 con la busta, come per tutti gli Enti, priva di Timbro Postale; ho provveduto, ricorrendo a ... ... ... , a pagare immediatamente per evitare ulteriori aggravi ed inviando Fax della Ricevuta, nonostante avessi richiesto spiegazioni reiteratamente ed in subordine la rateizzazione, tutto senza risposta. A quando un controllo SERIO su: ACEA - TELECOM - ecc. Tutti gli Enti Fornitori scrivono DA SEMPRE ! agli Utenti, che prendono in giro da anni chiamandoli Clienti (sic), in busta priva di data e Timbro Postale e spesso la comunicazione contenuta è datata anche mesi prima. Basta ! Basta ! Basta !
Qui trovate la Comunicazione Iniziale !
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