La biografia di Jack Vettriano, all'anagrafe Jack Hoggan, sembra scritta da Dickens. Nato nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia legata all'estrazione del carbone, lascia la scuola molto presto per contribuire al mantenimento della famiglia. Comincia a dipingere da autodidatta, ma impiega più di un decennio a esporre le sue opere. È a quel punto che prende il nome Vettriano, mutuato dal cognome della madre, figlia di un migrante italiano. L'apprezzamento del pubblico è totale, quello della critica un po' meno, ma sarà la regina Elisabetta II a togliere ogni dubbio premiandolo per i servizi alle arti visive.
La mostra a Palazzo Velli a lui dedicata riunisce 80 opere tra le più note compreso uno dei suoi lavori più famosi, Il maggiordomo che canta che, nel 2004, è stato battuto da Sotheby's per quasi 750mila sterline. Protagonista dell'opera una coppia che balla in una giornata di pioggia, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che, nell'immaginazione di Vettriamo, intona Fly me to the moon di Frank Sinatra. I suoi quadri evocano atmosfere noir, spesso con tematiche romantiche e nudi in primo piano. Il tema dell'amore, romantico e inquieto, è il fulcro del suo lavoro, con personaggi eleganti e conturbanti a caratterizzare ogni opera.