Proprio questa mattina, ho chiesto di nuovo agli addetti dell'AMA che ogni mattina svolgono un ottimo servizio per la raccolta differenziata dei rifiuti alimentari, di segnalare in sede che, praticamente senza costi, si potrebbe aggiungere al mezzo utilizzato un piccolo serbatoio, con rubinetto di scarico, per versarci l'olio usato (riciclabilissimo) ed evitare così che finisca in fogna.
Tentiamo di salvare il salvabile !
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
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Tassisti e ... Tassinari !
Quando le sommosse sono supportate dalla mancanza di proposte serie ma solo da Odio e Resistenza a tutto e a tutti.
Purtroppo dobbiamo partire da lontano, quando, in maniera non accettabile, si è iniziato a vendere le licenze facendole diventare la liquidazione del Tassista a fine lavoro. Per i nuovi che iniziano questa attività, le Licenze andrebbero date GRATUITAMENTE dal Comune a chi, avendone i requisiti, superi un esame. A fine Carriera lavorativa (anche prima dell'età pensionabile) il Tassista dovrebbe riconsegnare la Licenza al Comune e NON vendersela a chi crede. La liquidazione/Licenza (che attualmente è valorizzata in circa 120.000 Euro) andrebbe prevista facendo stipulare, al Tassista, una Polizza Vita OBBLIGATORIA di pari importo (con Premio Mensile ed ovviamente indicizzata) per poter esercitare la professione; la suddetta Polizza oltre a garantirgli la liquidazione (anticipatamente, in caso di volontaria cessazione dell'attività, o al momento di andare in pensione) garantirebbe anche la famiglia nel malaugurato caso di incidente o malattia. Per quanto riguarda i "vecchi" che hanno pagato o stanno pagando la loro Licenza, il Comune dovrebbe stipulare (sopportando i costi del Premio Mensile) la Polizza Vita per gli stessi, per gli anni di permanenza in attività rimanenti e facendosi riconsegnare la licenza GRATUITAMENTE al momento della cessazione dal lavoro.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
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“Per salvare il Concordia bastavano due Euro”
L’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso scrive al Corriere
Caro direttore, su questo incredibile disastro si e’ scritto di tutto. Alcuni aspetti fondamentali, pero’, sono stati trascurati”. Inizia cosi’ la lettera dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso al ‘Corriere della Sera’. Si chiede Bertolaso: “Abbiamo un sistema di controllo del cielo, molto meno frequentato del mare, che ci consente di seguire ogni aereo, anche il piu’ piccolo, in ogni sua mossa.
APP DA DUE EURO – Con le navi, come siamo messi? Possibile che un tratto di mare cosi’ trafficato come quello toscano sia attraversato da mezzi navali che nessuno segue, che nessuno monitora, anche enormi come la nave affondata al Giglio?”. Se il comandante fosse stato ai comandi di un aereo da turismo – e’ il ragionamento di Bertolaso – sarebbe stato inseguito prima del disastro, non dopo, dalla voce di chi lo richiamava al rispetto delle norme sul volo. Chi va per mare conosce bene un sistema che oggi usano pure le barche a vela: l’Ais, segnale anticollisione: e’ disponibile anche sull’iPhone, grazie al programma “marine traffic”, costa 2 euro e da’ tutte le indicazioni sulle navi in movimento, con rotta e velocita’. Perche’ nessuno ha controllato cosa faceva una nave con 4.000 anime a bordo?”.
I SOCCORSI - Quindi una considerazione sull’inchino’: “Sembra che il passare vicino alla costa fosse abitudine, non un caso eccezionale, per questa e forse per altre navi di quelle caratteristiche e di quella stazza. Una notizia del genere rappresenta una denuncia ben piu’ pesante delle accuse rivolte allo sprovveduto comandante della Costa”.
E conclude sui soccorsi: “Tanti hanno lavorato per ore e ore, tanti hanno affrontato situazioni difficili, tanti hanno dato prova di eroismo. Ma chi ha coordinato i soccorsi? Chi ha preso in mano la gestione dell’intera operazione, dall’accoglienza dei superstiti ai rapporti con le autorita’ degli altri Paesi, dalla lista dei passeggeri alla ricerca dei dispersi, fino alle misure per la messa in sicurezza dell’ambiente? Chi informa l’opinione pubblica? Nessuno”. (AGI)
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Caro direttore, su questo incredibile disastro si e’ scritto di tutto. Alcuni aspetti fondamentali, pero’, sono stati trascurati”. Inizia cosi’ la lettera dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso al ‘Corriere della Sera’. Si chiede Bertolaso: “Abbiamo un sistema di controllo del cielo, molto meno frequentato del mare, che ci consente di seguire ogni aereo, anche il piu’ piccolo, in ogni sua mossa.
APP DA DUE EURO – Con le navi, come siamo messi? Possibile che un tratto di mare cosi’ trafficato come quello toscano sia attraversato da mezzi navali che nessuno segue, che nessuno monitora, anche enormi come la nave affondata al Giglio?”. Se il comandante fosse stato ai comandi di un aereo da turismo – e’ il ragionamento di Bertolaso – sarebbe stato inseguito prima del disastro, non dopo, dalla voce di chi lo richiamava al rispetto delle norme sul volo. Chi va per mare conosce bene un sistema che oggi usano pure le barche a vela: l’Ais, segnale anticollisione: e’ disponibile anche sull’iPhone, grazie al programma “marine traffic”, costa 2 euro e da’ tutte le indicazioni sulle navi in movimento, con rotta e velocita’. Perche’ nessuno ha controllato cosa faceva una nave con 4.000 anime a bordo?”.
I SOCCORSI - Quindi una considerazione sull’inchino’: “Sembra che il passare vicino alla costa fosse abitudine, non un caso eccezionale, per questa e forse per altre navi di quelle caratteristiche e di quella stazza. Una notizia del genere rappresenta una denuncia ben piu’ pesante delle accuse rivolte allo sprovveduto comandante della Costa”.
E conclude sui soccorsi: “Tanti hanno lavorato per ore e ore, tanti hanno affrontato situazioni difficili, tanti hanno dato prova di eroismo. Ma chi ha coordinato i soccorsi? Chi ha preso in mano la gestione dell’intera operazione, dall’accoglienza dei superstiti ai rapporti con le autorita’ degli altri Paesi, dalla lista dei passeggeri alla ricerca dei dispersi, fino alle misure per la messa in sicurezza dell’ambiente? Chi informa l’opinione pubblica? Nessuno”. (AGI)
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martedì
Naufragio Costa Concordia
Fermo restando la verifica dell'operato del Comandante, va dato atto all'Equipaggio che, senza il loro aiuto, circa 4000 persone non si sarebbero salvate da sole e senza l'efficienza coordinata dei soccorritori le vittime si sarebbero contate a centinaia o peggio. I casi di disagio, evidenziati dai vari intervistati, rimangono appunto "casi".
Un GRAZIE sincero a Tutti i Soccorritori ed ai Meravigliosi Abitanti dell'Isola del Giglio.
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Un GRAZIE sincero a Tutti i Soccorritori ed ai Meravigliosi Abitanti dell'Isola del Giglio.
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