SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA - REPRESSIONE DELL'ESERCITO Per Al Jazeera 300 vittime. La Fratellanza incendia 3 chiese. Uccisi 2 giornalisti. Attaccata la biblioteca di Alessandria d'Egitto.
Egitto in Fiamme !
Il vice presidente ad interim della Repubblica egiziana, Mohammad ElBaradei, si è dimesso dopo le violenze politiche scoppiate in Egitto. «Presento le dimissioni dalla carica di vicepresidente e chiedo a Dio l'altissimo che preservi il nostro caro Egitto da tutto il male, e che soddisfi le speranze e le aspirazioni del popolo», ha scritto il premio Nobel per la pace in una lettera inviata al presidente Adli Mansour, in cui ElBaradei osserva polemicamente che «c'erano opzioni pacifiche per risolvere la crisi». Anche i vice premier Hossam Eissa e Ziad Bahaa El-Din hanno presentato le loro dimissioni in segno di protesta rispetto all'azione violenta e a sostegno del deposto presidente Mohammed Morsi. Pare che in totale siano 8 gli alti dirigenti che abbiamo lasciato il posto. Le dimissioni arrivano dopo le operazioni di sgombero delle piazze del Cairo che da mercoledì mattina in poi hanno causato almeno 150 morti e 1.403 feriti secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi dal ministero della Salute.
Opere bloccate e ritardi: i tribunali amministrativi vanno sostituiti da arbitrati, come in Europa. Ci sono due termini che sempre più spesso viaggiano in coppia: tribunali amministrativi e bloccato. Infrastrutture, norme, porti e ciò che di primo acchito sembra essere una riforma. Il Tar ha bloccato l’uso esclusivo della lingua inglese in un’università del Nord Italia, ha bloccato la costruzione in Sicilia di uno dei quattro pilastri del Muos, il sistema radaristico americano in grado di estendere i principi dell’homeland security a mezzo mondo e perfezionare la gestione del personale militare nei teatri di guerra. Il Tar ha bloccato la costruzione della linea ferrata Rho-Malpensa, il treno dell’Expo.
Sono solo alcuni esempi di sentenze. Tutte in divenire. Perché poi le Amministrazioni impugnano e l’incertezza si trasforma in prassi. Finendo col nascondere agli occhi degli italiani la vera essenza della giustizia amministrativa: la tutela del cittadino dagli abusi del pubblico. Fine che si persegue con l’indipendenza del processo nel quale, rubando le parole al francese Jean Rivero, gli organi della giustizia amministrativa non siano più i giudici della legalità amministrativa, ma i giudici amministrativi della legalità.
Un titolo per dire che le liberalizzazioni non fanno bene al mercato ed e' meglio una sorta di monopolio, oligopolio o comunque un qualcosa dove il controllo dello Stato potrebbe garantire qualita', economicita' e disponibilita' per il consumatore finale? No! Noi crediamo proprio il contrario. E cioe' che qualita', economicita' e disponibilita' non possono essere figlie di mercati statali, ma solo del libero mercato. Per cui c'e' solo da capire che cosa sia questo libero mercato. Una cosa e' certa: non e' quello attualmente vigente in Italia dove, la liberta' economica si e' al momento tradotta solo nella liberta' di una imprenditoria statale, parastatale, privata ma con capitale pubblico, di fare gli interessi delle varie caste e corporazioni da difendere, facendo pagare il tutto al consumatore finale. Un contesto in cui le piccole realta' realmente private annaspano, per il semplice motivo che il complesso delle regole per la partecipazione fiscale e normativa alla comunita' civica, non sono concepite perche' ognuno abbia un suo rispettabile posto conquistato a suon di qualita', ma solo per chi fa finta di esser privato o ruba ad altri o allo Stato.