Dopo quella che riteniamo essere una splendida mossa per svincolarsi dai problemi russi con la disponibilità dimostrata dal Presidente russo Vladimir Putin che ha firmato un decreto autorizzando la scissione e la riorganizzazione della filiale russa di UniCredit, sbloccando il piano di uscita del gruppo guidato da Andrea Orcel.
📊 I dettagli dell'operazione di scissione
- Scorporo societario: Nasce una nuova entità separata dalla struttura principale di UniCredit Bank Russia.
- New Bank vs Remaining Bank: A fine operazione, UniCredit controllerà interamente la "New Bank", mentre la parte restante (Remaining Bank) è destinata alla cessione.
- Senza ulteriori veti: Il decreto stabilisce che le transazioni potranno avvenire senza richiedere ulteriori autorizzazioni locali previste dalle restrizioni russe.
- Impatto di borsa: La notizia ha spinto il titolo UniCredit in rialzo a Piazza Affari.
Si è materializzata l'Operazione Germania.
L'operazione guidata dall'amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha registrato un'accelerazione decisiva negli ultimi mesi. Piazza Gae Aulenti ha di fatto blindato il controllo strategico del secondo istituto di credito tedesco, con l'obiettivo di integrarlo con la propria controllata locale, HypoVereinsbank (HVB).
I dettagli industriali, azionari e politici del piano di integrazione comprendono diversi aspetti fondamentali.
📈 Partecipazione azionaria e accelerazione sul Board
- La quota attuale: A seguito dell'Offerta Pubblica di Scambio (Ops) conclusasi a luglio, e del successivo annullamento di azioni proprie (buyback), la posizione complessiva di UniCredit è salita al 49,5% dei diritti di voto di Commerzbank.
- Il blitz sulla Governance: Rispetto alle stime iniziali, UniCredit intende anticipare i tempi assumendo il controllo operativo già tra gennaio e febbraio 2027. L'obiettivo è convocare un'assemblea straordinaria per rinnovare metà del consiglio di sorveglianza e sostituire i vertici attuali (inclusa l'AD Bettina Orlopp).
🤝 L'accordo politico con Berlino
Dopo l'iniziale freddezza e ostruzionismo da parte delle istituzioni tedesche, il governo federale (che detiene il 12,7% di Commerzbank) ha ammorbidito la sua posizione, aprendo a trattative dirette sui vincoli strutturali:
- Sede e quotazione: La sede centrale della banca combinata e la quotazione principale rimarranno stabilmente a Francoforte.
- Tutela del Mittelstand: UniCredit ha stanziato un plafond di circa 20 miliardi di euro in finanziamenti dedicati esclusivamente alle piccole e medie imprese tedesche per rassicurare il tessuto produttivo locale.
- Occupazione: Sul tavolo restano i negoziati per la salvaguardia di circa 38.000 posti di lavoro complessivi.
(Al momento tutto tace su Deutsche Bank)
Ecco l'ITALIA che ci piace!

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