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giovedì

Contanti o Carta: le libertà che consegniamo da soli.


Ci lamentiamo del controllo digitale. 
Delle verifiche fiscali sempre più invasive. 
Delle banche che sanno tutto. 
Degli algoritmi che profilano gusti, spostamenti, abitudini. 

Della possibilità concreta che un domani il contante venga ridotto, limitato, marginalizzato fino quasi a sparire. 

Ci indigniamo davanti all’idea di una società dove ogni acquisto, ogni caffè, ogni medicina, ogni libro, ogni viaggio, ogni scelta personale lasci una traccia permanente. 

Una società dove la libertà economica non dipende più da ciò che possiedi, ma dal permesso di usare ciò che possiedi. 

Eppure stamattina al supermercato è successa una scena apparentemente banale. Una scena che però dice tutto. 

Fila alle casse.
Giovani, anziani, pensionati, casalinghe, manager, ragazzi.
Tutti con la loro tessera elettronica pronta in mano.
Carta, smartwatch, telefono.
Un gesto automatico. Naturale. Quasi riflesso.
“Bip”. Pagato !

Senza più nemmeno guardare il denaro, e senza percepire il peso reale della spesa. 

Senza vedere uscire i soldi dalle mani. 

Poi arriva uno che paga in contanti.
Uno come il sottoscritto. 

E la cassiera lo guarda quasi con sospetto. 

Con quella smorfia moderna riservata agli “strani”, come se fosse un uomo uscito da un museo etnografico. 
Un australopiteco sopravvissuto alla preistoria digitale. 

E lì capisci una cosa inquietante.
Il controllo non arriva quasi mai con la forza.
Arriva con la comodità e non serve imporre.
Basta abituare. 

La vera rivoluzione degli ultimi anni non è tecnologica, è psicologica. 

Ci hanno insegnato che: il contante è scomodo, lento, antiquato, sospetto, quasi moralmente discutibile. 

Mentre il pagamento elettronico è stato associato: alla modernità, alla velocità, alla sicurezza, alla civiltà, persino al senso civico. 

E così milioni di persone stanno consegnando spontaneamente la propria autonomia economica senza nemmeno accorgersene.
Perché il problema non è la carta elettronica in sé. 

La tecnologia è uno strumento. 

Il problema nasce quando uno strumento diventa l’unica possibilità.
Perché quando tutto è digitale: ogni acquisto è tracciabile, ogni spostamento economico registrato, ogni abitudine catalogata, ogni preferenza archiviata, ogni deviazione analizzata. 

E soprattutto: ogni libertà può essere tecnicamente revocata. 

Oggi ti bloccano una carta per errore bancario; domani per un algoritmo fiscale; dopodomani per un problema burocratico.
Un giorno, forse, per un “comportamento anomalo”. 

E la cosa più impressionante è che nessuno sembra più percepire il rischio. Anzi.
Chi paga in contanti viene guardato male. 

Questa è la vera vittoria del sistema digitale: non quando controlla le persone, ma quando convince le persone a desiderare il controllo. 

Perché ormai il cittadino moderno non vuole più spazi invisibili.
Vuole comodità assoluta, vuole velocità, vuole evitare il fastidio. 

E in cambio è disposto a cedere: 
privacy, anonimato, autonomia, indipendenza. 

Un tempo il denaro contante rappresentava anche una forma di libertà psicologica.
Potevi spendere senza lasciare una scia elettronica.
Potevi conservare una riserva personale fuori dai circuiti bancari.
Potevi avere un piccolo margine di autonomia reale.
Oggi tutto questo viene descritto quasi come un comportamento deviante. 

Ci raccontano infatti che il contante serve solo: agli evasori, ai criminali, ai furbi. 

Ma questa è una semplificazione pericolosa

Perché una società dove ogni singolo movimento economico è controllabile in tempo reale, è una società che concentra un potere immenso. 

E la storia insegna una cosa fondamentale: ogni potere disponibile, prima o poi, viene usato. 
Sempre ! 

Non è paranoia, è antropologia del potere. 

La cosa che fa più riflettere è vedere gli anziani.
Persone nate con le lire in tasca, con il portafoglio pieno di banconote piegate, con l’abitudine concreta del denaro reale.
Oggi anche loro tirano fuori la tessera come un gesto condizionato.
Hanno detto che è più comodo.” 

E forse è proprio questo il punto.
La libertà raramente viene strappata tutta insieme.
Viene sostituita lentamente da qualcosa di più facile, più semplice, più rapido, più efficiente. 

Finché un giorno ti accorgi che il piano B non esiste più.
Perché una società libera dovrebbe sempre lasciare alternative reali.
Sempre

Il problema non è pagare con la carta.
Il problema è arrivare al punto in cui pagare in contanti diventa socialmente sospetto.
Perché lì non cambia solo il sistema economico.
Cambia la mentalità di un popolo.

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sabato

Da una riflessione di Christian Azzolin in Veneto che integriamo con un ricordo di Giordano Bruno e pubblichiamo.

La comunità scientifica brancola nel buio, va a tentoni, questo governo pure, anzi peggio. Non sappiamo nulla con certezza di questa peste: da dove arriva, come si diffonde, quali sono le cure ... e la libertà di pensiero e di parola dovrebbe essere limitata in nome di una informazione istituzionale deficitaria? Non è ammesso alcun pensiero non conforme al nulla? La morte di Giordano Bruno nel 1600 non ci ha insegnato nulla? Lui visse e pensò come un uomo libero, perché ciò che denota l’uomo nella realtà è essenzialmente la libertà della ricerca, dell’indagine, la libertà di filosofare, non si piegò neanche dinanzi a un potere che giunse ad annientarlo fisicamente. Non abiurò, non cancellò la sua filosofia in cambio della vita. Bruno resta un’icona del pensiero libero, un martire il cui insegnamento di libertà fende i cieli e si riverbera nei secoli con forza, senza perdere efficacia e lucentezza. 
Ora invece siamo all'imposizione  del pensiero unico del mainstream; obiettivo, da sempre perseguito dal potentato economico finanziario, che si sta erigendo a sovrano assoluto, approfittando di questa ecatombe di dimensioni mondiali, sputando sui vivi facendosi scudo dei morti. Un atto ignobile che va contrastato con ogni mezzo. Stiamo dando tutti il nostro contributo per non diffondere il contagio, accettando la compressione della nostra libertà di circolazione. Ma la circolazione del libero pensiero non è fonte di contagio, anzi.
Dobbiamo tenere le menti sveglie e libere, perché quando sarà passata l’emergenza sanitaria, qualcuno dovrà rendere conto di questo olocausto. 

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lunedì

Il problema Grecia spiegato in maniera chiara e comprensibile.

“Se ho un debito di 10.000 euro ho davvero un grosso problema, se ho un debito di 10.000.000 di euro, ad avere un grosso problema … è il mio creditore”.
Come tutte le battute, se fa ridere, significa che nasconde un fondo di verità.

Figuratevi così se ho un debito di 330.000.000.000 (330 MILIARDI) di euro, ed in cassa non ho nemmeno un euro, che razza di problema ha il mio … anzi … i miei creditori.

Il debitore può persino riderci su, tanto, che può fare? Certo, i creditori non hanno molta voglia di ridere e pretenderebbero perlomeno che il debitore la smettesse di fare lo spiritoso e che invece dicesse loro in che modo intende pagare.

Ma che volete che faccia? Lui va avanti a divertirsi, povero lo è già, cosa pretendete? Che muoia di fame solo per restituire al massimo un 1 o un 2% del suo debito? Fare la fame per restituire circa 7 miliardi e rimanere con un debito di 323 miliardi? Dai, siamo seri.

Ed i creditori incalzano: dicci come intendi ritornarci i soldi che ti abbiamo prestato!

E lui: “Dunque, fra non molto saranno in scadenza 27 miliardi del mio debito, allora voi prestatemene altrettanti e io vi pago le rate in scadenza. Ah! Dimenticavo! Non deve essere un finanziamento a breve termine, altrimenti fra poco siamo ancora punto e a capo, diciamo che la scadenza del nuovo prestito sia … fra 30 anni! Ah, ancora una cosa! Naturalmente venitemi incontro con un tasso di interesse sopportabile, beh … diciamo … l’1,5%.”

A quel punto i creditori si alterano ed urlano: “Non siamo mica qua a farci prendere per il c…lo, è una proposta offensiva!”, ma si sentono rispondere: “Sentite, a suo tempo siete stati voi ad accogliermi nella Comunità, voi lo sapevate certamente in quale situazione mi trovavo, non raccontate la balla che ho truccato i conti, perché siete stati proprio voi a dirmi come dovevo truccare i conti, quindi non venite ora a farmi la morale, da voi non l’accetto!”

Ed ancora i creditori: “Dai, sei un politico anche tu, mettiti nei nostri panni, se ti diamo ancora i soldi i nostri elettori non ci votano più perché non vogliono che continuiamo a finanziarti, se non te li diamo i nostri elettori non ci votano più perché abbiamo perso 330 miliardi di euro, come ne usciamo?”

Ed il debitore “Quelli sono fatti vostri, i miei elettori mi hanno votato proprio per questo, sono già pieno di problemi, i vostri ve li dovete risolvere da soli”.

Tutto chiaro?

Solo una precisazione: non mi sono inventato nulla, soprattutto per quanto riguarda i numeri.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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sabato

Umberto Rapetto: l'ex ufficiale della finanza rimosso dall'incarico dopo aver indagato sulla truffa delle slot machine.


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martedì

LA GIORNATA DEI MERCATI !


L'economia cinese dà benzina ai mercati. Record a Wall Street, Milano +1,32%. Euro vicino a 1,37 dollari

09:14| 

L'euro si mantiene forte sul cambio con il dollaro avvicinandosi a quota 1,37

LE VIE DELLA RIPRESA

La riforma della giustizia del Governo Renzi in dodici punti - 

Rivoluzione annunciata

con un'analisi di Donatella Stasio|09:50

Renzi presenta 12 linee guida: carriere in base al merito, nuovo falso in bilancio

FISCO

Obbligo del Pos, artigiani e professionisti all'attacco: costa troppo - 

Senza bancomat paga il creditore

06:43| 
 (© Imaginechina/Corbis)

Commercianti e commercialisti: l'operazione porta costi aggiuntivi

ISTAT

Torna a crescere la disoccupazione in maggio: 12,6% - 

I disoccupati in Italia e in Europa (grafico)

10:12| 

Lieve calo mensile della disoccupazione giovanile, ora al 43%, ma in aumento del 4,2% anno su anno

GUAI PER L'EX PRESIDENTE

Francia, Sarkozy in stato di fermo per presunta concussione. Tradito dalle intercettazioni

dal nostro corrispondente Marco Moussanet|09:02| 

Al centro della vicenda vi è il sospetto che Sarkozy disponesse di una rete d'informatori nella magistratura

IAB SEMINAR

In Italia si naviga più su smartphone che su pc, ecco i primi dati Audiweb -

Documento

I dati erano attesi da tempo e certificano una sensazione diffusa: nel giorno medio gli utenti preferiscono lo smartphone al pc, ma per fare cosa?

LAVORO

Firmato il contratto degli edili: 48 euro di aumento

Da gennaio 2015 ciascun lavoratore riceverà 8 euro al mese sulla propria posizione presso Prevedi, il fondo pensione di categoria

LA STANGATA SULLE RENDITE FINANZIARIE

Tasse al 26% sul risparmio: meno guadagni, più ti tassano - 

Tabella -Quiz - Dossier - Domani 16 pagine di guida in edicola

di Enrico Marro|07:13| 

Da oggi è in vigore l'aumento dell'imposizione sulle rendite finanziarie: dal 20% al 26%. Ecco come peggiorano le distorsioni della tassazione sul risparmio

ARGENTINA NEL CAOS

Tango Bond a rischio default. Cosa cambia per i risparmiatori italiani -

Lunedì 7 primo incontro tra governo ed hedge funds

di Maximilian Cellino con un articolo di Roberto Da Rin|07:11| 

Con il mancato pagamento delle cedole di ieri si è aperto il «periodo di grazia». Ma per chi non ha aderito alle ristrutterazioni del 2005 e 2010 si potrebbero riaprire nuove possibilità.

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CAMBIO EURO CON LE DIVISE EUROPEE AL 31/12/1998


venerdì

La Finanza indaga sulla ex ONLUS del Sindaco Marino !




martedì

BANCHE: Andiamo Bene !




Smascherati 5mila evasori totali, la Gdf accusa: "Hanno sottratto al fisco redditi per 17 miliardi"

10:51 - Da gennaio a oggi la guardia di finanza ha scoperto 4.933 evasori totali. Hanno nascosto redditi per 17,5 miliardi di euro e 1.771 di loro sono stati denunciati, nei casi più gravi, per omessa dichiarazione dei redditi. Nello stesso periodo le Fiamme gialle hanno scoperto 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro.
Strettamente collegati all'economia sommersa e allo sfruttamento del lavoro irregolare sono la produzione e il commercio dei falsi, e in relazione a questo, dall'inizio dell'anno sono stati sequestrati 64 milioni di prodotti contraffatti, con oltre 5mila responsabili denunciati, 50 dei quali arrestati perché affiliati a organizzazioni criminali attive nell'industria del falso. 

All'economia sommersa, spiegano i vertici della Gdf tracciando un bilancio dell'attività 2013, sono legate diverse manifestazioni di illegalità tra cui l'evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, le frodi a danno del sistema previdenziale e soprattutto lo sfruttamento di manodopera irregolare. L'economia sommersa e lo sfruttamento dei lavoratori, oltre a danneggiare le casse dello Stato, alterano le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo ai danni dei contribuenti onesti.

Articolo Completo QUI

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Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

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EDIZIONE DEL 12 GIUGNO 2026 “Meloni con le ginocchiere”: indignazione per le parole di un deputato 5 stelle alla Camera. La replica annichil...

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