martedì

Documenti diplomatici storici on line sul Sito del MAE

Presentazione.
Un viaggio attraverso la documentazione ufficiale dei primissimi anni dopo l'Unità d'Italia, che ricostruisce, attraverso i carteggi originali, la storia diplomatica del nostro Paese. È quanto offre alla consultazione dei cittadini, il sito del Ministero degli Affari Esteri in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. I manoscritti presentano uno spaccato importante delle relazioni diplomatiche, intese a instaurare formali e reciproci rapporti, promosse da paesi stranieri verso il nascente Stato italiano.
I documenti, visionabili anche in alta risoluzione, provengono dall’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, struttura che si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico-diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero e ne assicura l’accessibilità nei limiti della consultabilità. Conserva inoltre gli originali degli atti internazionali.
Dall'inizio dell'anno sono stati sedici i documenti finora pubblicati che ripercorrono i passi diplomatici ufficiali che sancirono il riconoscimento dello Stato italiano nel consesso internazionale. La condivisione della documentazione diplomatica rappresenta un'opportunità, per studiosi e non, di ricostruire un passaggio storico significativo nella storia dei rapporti internazionali.
Il riconoscimento degli altri Stati.
La Gran Bretagna, che aveva sostenuto Cavour e Vittorio Emanuele II durante il percorso unitario, concesse il riconoscimento già alla fine del marzo 1861, prima fra le nazioni d’Europa e del mondo.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti d'America, l’emigrazione di numerosi patrioti del risorgimento italiano al di là dell’Atlantico costituì un fenomeno di rilevo in particolare per i rapporti tra i due paesi. La simpatia delle élites americane verso la causa italiana fu evidenziata dall’apporto di combattenti statunitensi nell’impresa dei mille di Garibaldi, cui trovò riscontro, successivamente, la partecipazione di volontari italiani nei due eserciti americani (in prevalenza in quello nordista) durante la guerra di secessione.
La Francia era stata alleata del Regno di Sardegna durante la guerra contro l’impero asburgico del 1859. I moti e gli esiti dei plebisciti del 1860 avevano invece preoccupato l’imperatore Napoleone III, il quale, in quanto sovrano cattolico, disapprovò l’acquisizione di parte dei territori dello Stato Pontificio e non vide di buon occhio la formazione di uno Stato nazionale italiano ben più esteso e, in prospettiva, potente di quanto non prevedessero gli originali piani francesi. Le perplessità dell’imperatore impedirono un pronto riconoscimento del titolo di Re d’Italia a Vittorio Emanuele II nel marzo 1861. Per evitare che la Gran Bretagna acquisisse un'influenza preponderante sul nuovo Stato, Parigi intraprese un complesso negoziato diplomatico con Torino che si concluse alla fine di giugno. Nel documento ufficiale, le parti evidenziavano le rispettive riserve che si ponevano al momento del formale avvio delle relazioni diplomatiche tra l’impero francese ed il Regno d’Italia.
Testo raccolto dal Sito del Ministero Affari Esteri.
Indice del Dossier del 4 novembre 2011
Presentazione.
L'Archivio dei documenti (Sito MAE)
Dossier correlati
150 Italiamobile: Unità tra storia e innovazione
150 anni: le monete celebrative
Celebrazioni 150º 

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

lunedì

Micro e PMI: dallo Sviluppo economico incentivi e premi.

Brevetti:
Ente gestore - Invitalia
Beneficiari
Micro, piccole e medie imprese, con sede legale ed operativa in Italia.
Premi/incentivi
La misura è articolata in due linee di intervento:
“Premi” per la brevettazione.
Per imprese che abbiano avviato, a far data dal 01 gennaio 2011, almeno un procedimento e che abbiano conseguito i risultati previsti per le relative fasi di procedimento brevettuale successivamente al 3 agosto 2011 ed entro la data di presentazione della domanda di:
■deposito di una o più domande di brevetto nazionale all’UIBM: €.1.500
■estensione di una o più domande di brevetto nazionale all’EPO (European Patent Office): €.3.000
■estensione di una o più domande di brevetto nazionale al WIPO (World Intellectual Property Organization): €.4.000
■Estensione della domanda a Paesi aderenti al PCT (bonus addizionale): da 3 a 5 paesi €.3.000, oltre i 5 paesi €.6.000
■Estensione della domanda (bonus addizionale per ciascun paese): in Cina e India €.1.500, in USA, Brasile e Russia €.1.000
Ogni impresa può cumulare al max 30mila euro di premi unitari per un max di 5 domande per tipologia di premio.
Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti.
Per imprese titolari di uno o più brevetti che abbiano depositato una o più domande nazionali o internazionali e siano in possesso di una opzione o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di uno o più brevetti, con un soggetto anche estero che ne detiene la titolarità, è prevista la concessione di un’agevolazione in conto capitale nell’ambito del de minimis del valore massimo di €.70.000. Tale agevolazione non può essere superiore all’80% dei costi ammissibili. L’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi pubblici concessi a titolo di aiuti di stato aventi ad oggetto le stesse spese.
Modalità di accesso ai contributi.
La richiesta di accesso alle agevolazioni avviene, a partire dal 2 novembre prossimo, tramite la compilazione di un form (per i premi) o di un progetto (per gli incentivi) on line sul portale di Invitalia, al termine della quale viene rilasciato un protocollo elettronico. La stampa deve essere inviata entro 15 giorni per i premi, 30 per gli incentivi, dall’assegnazione del protocollo elettronico a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento a:
Invitalia, Via Pietro Boccanelli, 30 - 00138 Roma
Ufficio Brevetti, o tramite PEC all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it .
Per maggior informazioni:
www.invitalia.it
Mail: contactcenteruibm@sviluppoeconomico.gov.it
Call Center al numero +39 06-4705-5800 dalle ore 9:00 alle ore 17:00 escluso il sabato e i festivi.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

Fondi strutturali, incontro Commissione Europea - Regioni.

Dal 27 al 28 ottobre si è tenuto a Roma presso l’Auditorium Conciliazione l’incontro annuale 2011 tra la Commissione Europea e le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). All’incontro hanno partecipato anche il ministero per lo Sviluppo economico e il ministero dell’Economia e delle finanze - IGRUE (Ispettorato Generale per i Rapporti finanziari con l’Unione Europea).
L’evento, ospitato quest’anno dalla Regione Lazio, rappresenta un’opportunità per fare il punto sullo stato di attuazione dei Programmi e per discutere temi d’interesse comune nelle politiche regionali.
In apertura Raoul Prado (Commissione Europea - DG Regio) ha brevemente descritto il quadro generale delle politiche di coesione economica e sociale nell’Unione europea, ricordando che l’attuazione dei Programmi nelle regioni italiane non raggiunge livelli soddisfacenti, con il conseguente rischio di disimpegno delle risorse finanziarie. Prado ha annunciato che il commissario alle politiche regionali Johannes Hahn sarà a Roma il 7 novembre per condividere con le Regioni e con i ministeri competenti (Affari Regionali, Sviluppo Economico ed Economia e Finanze) un piano d’azione per migliorare l’attuazione dei programmi stessi.
“La discontinuità dei cicli di programmazione non aiuta la realizzazione dei progetti finanziati - ha detto l’assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica - La Regione Lazio ha comunque fatto grandi sforzi per migliorare la gestione dei fondi comunitari. Abbiamo deciso di aiutare Comuni, imprese e altri portatori d’interesse ad accedere ai finanziamenti europei erogati direttamente dalla Commissione europea, progettando un ciclo di iniziative informative e formative che ha avuto un buon successo. E intendiamo proseguire le azioni per la riqualificazione urbana anche nel prossimo periodo di programmazione. Siamo pronti a cogliere le sfide poste dalle nuove priorità dell’Unione Europea - ha concluso Cetica - attraverso una strategia ambiziosa e tesa a ottenere risultati concreti. Ma servirà anche un quadro di regole intelligenti e condivise”.
Nella seconda giornata di lavoro la Commissione Europea ha discusso con i partecipanti le novità contenute nelle proposte di regolamento per la gestione dei Programmi Operativi nel periodo 2014-2020. E' intervenuto il presidente della Regione Renata Polverini, che ha annunciato che il Lazio è a un passo dall'obiettivo di spesa previsto per il 2011 del POR-FESR.
"Si tratta di un traguardo importante - ha detto Polverini - l'impegno che stiamo mettendo in questa materia ha già prodotto risultati importanti per il territorio. La Regione Lazio - ha continuato - e l'ho ricordato anche in occasione del dibattito con il commissario Hahn e il ministro Fitto, ha colto da subito uno degli obiettivi della Commissione, quello di concentrare i fondi in pochi obiettivi e completamente realizzabili. Lo abbiamo fatto anche prevedendo strumenti nuovi, come i processi di riqualificazione urbana, che abbiamo messo in campo semplicemente guardando alle esigenze dei territori".
Sul sito www.porfesr.lazio.it sono pubblicati i materiali presentati e discussi nelle due giornate di lavoro.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

sabato

“Austerità? No, grazie”. Berlusconi scrive al Foglio.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha scritto una lunga lettera al Foglio, sotto il titolo:
“Austerità? No, grazie”. Eccone alcuni stralci. Nel Foglio l'intervento integrale.
          Gentile direttore,

bisogna stare attenti alle parole, come sapete voi del Foglio. “Austerità” non fa parte del mio vocabolario. Responsabilità sì, autonomia sì, libertà sì, ma austerità no. La polemica sui “licenziamenti facili” è figlia di una cultura ottocentesca che ignora i cambiamenti del mercato mondiale ed è oltraggiosa per l’intelligenza degli italiani: già ora nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dove lavora circa la metà degli occupati, non vige la giusta causa. E se ora il governo si propone di intervenire sui contratti di lavoro, seguendo la strada indicata dal disegno di legge presentato dal senatore dell’opposizione Pietro Ichino, è solo per aumentare la competitività del Paese, aprire nuovi spazi occupazionali per le donne e per i giovani, e garantire a chi perde il lavoro l’aiuto della cassa integrazione per trovare una nuova occupazione.
Di fronte al compimento di una fase critica e turbolenta, e dopo che in Europa il nostro e altri governi hanno chiesto e ottenuto impegni finanziari a difesa dell’euro, dando assicurazioni sulle riforme e un calendario impegnativo per la loro realizzazione, si va purtroppo dipanando una campagna fatta di ipocrisie e falsità, che tende a rovesciare come un guanto il senso delle cose. Ci siamo impegnati per la crescita, per lo sviluppo, per più efficaci regole di concorrenza, di competitività, di mobilità sociale, non per deprimere l’economia e rilanciare la lotta di classe, che come ho detto in Parlamento è finita da un pezzo. La rete di protezione sociale, in specie sul tema del lavoro, è tutto sommato abbastanza solida in Italia, e nessuno vuole sfilacciarla. Il problema è di ridurre le cattive abitudini, scongiurare un’estensione abnorme del lavoro precario, offrire un futuro qualificato ai giovani e alle donne rimuovendo solo e soltanto le rigidità improprie che impediscono l’allargamento della base occupazionale e produttiva, per avvicinarci agli obiettivi del Trattato di Lisbona sulla partecipazione al mercato del lavoro, purtroppo ancora lontani.
Gli imprenditori del XXI secolo non sono i padroni delle ferriere dell’Ottocento, non si svegliano al mattino con l’impulso di liberarsi di manodopera per gonfiare profitti. E i lavoratori sono titolari di forza contrattuale e di diritti, non schiavi sociali. Non dobbiamo sottometterci alla caricatura di noi stessi.

di Silvio Berlusconi

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

Ultima Ora: Top News

www.studioservice.com

I POST PIU' SEGUITI