Calo generale delle apertura di Partita Iva, soprattutto fra persone fisiche e società di persone, mentre aumentano le società di capitali e l'opzione Regime dei Minimi.
Barbara Weisz - Fonte: PMI
Partite IVA, le nuove aperture
L’Osservatorio di marzo 2013 mostra l’effetto combinato di Riforma del Lavoro ed Srl a un euro nel mondo delle Partite IVA: in forte calo le nuove aperture di partita IVA (-17,7%), soprattutto tra persone fisiche (-21,9%) e società di persone (-16,4%), a differenza delle società di capitali (+3,61%).
=> Confronta con i dati di febbraio
Si conferma inoltre la scelta massiccia del Regime dei Minimi (il 27% delle nuove aperture).
Società di capitali
A modificare il panorama nazionale è stata l’entrata in vigore nell’autunno 2012 delle nuove norme su srl semplificate e a capitale ridotto (leggi come aprire una srl a un euro).
Autonomi e ditte individuali
Viceversa, dopo l’entrata in vigore della Riforma Fornero - che ha introdotto i paletti alle cosiddette “false partite Iva” (leggi i dettagli) - si è registrato un brusco stop alle attività autonome delle persone fisiche, scoraggiate a perseguire questa strada.
Regime dei Minimi
Quanto al nuovo regime fiscale di vantaggio che consente un’imposta sostitutiva del 5% a giovani e disoccupati in presenza di determinate caratteristiche - ad esempio limite annuo di fatturato pari a 30mila euro (leggi come si applica) - in marzo hanno aderito quasi 14mila professionisti, il 50% dei quali giovani under 35.
Nuove partite IVA
A livello territoriale: il 42,9% delle aperture è avvenuto al Nord, il 23,3% al Centro ed il 33,7% al Sud ed Isole. Il confronto con marzo 2012 mostra un calo ovunque: solo il Friuli-Venezia Giulia registra una flessione inferiore al 10%, mentre le punte si registrano in Campania e Valle d’Aosta, rispettivamente -26,8% e -33,8%.
Per settore produttivo: il commercio resta al primo posto (24% del totale) seguito da attività professionali (15%), agricoltura ed edilizia. Rispetto al 2012, flessioni più forti nei trasporti/magazzinaggio ed edilizia (oltre il 30%), mentre è in controtendenza il settore delle attività finanziarie (+26,5%).
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Fabio Sabbatani Schiuma (Pdl) e la sua battaglia sui Tassisti Romani
Scritto da Samantha Trancanelli | - Fonte: GIROMA |
Di corsa, da una parte all'altra della città, con un incessante “porta a porta” per il rush finale di una campagna elettorale intensa ed entusiasmante. Fabio Sabbatani Schiuma, candidato Pdl per Roma Capitale, torna ancora una volta sull'argomento mobilità e soprattutto sulla situazione dei tassisti romani, una delle sue battaglie di sempre.
Partiamo proprio dalla situazione dei tassisti a Roma, un argomento a lei caro e una categoria alla quale lei è sempre stato vicino.
“Il tassista è il primo a soffrire il male di questa città, ossia della metropoli con la velocità media commerciale più bassa d’Europa. E questo deriva dal fallimento delle politiche sulla mobilità da parte delle giunte comunali. Il tassista non è facilmente sindacalizzabile, motivo della guerra “ideologica” fatta a loro da una certa sinistra, che incassa solo se sta bene fisicamente e può fare i turni di un lavoro “usurante”. Nessuno lo garantisce, ma ha gli svantaggi tanto del servizio pubblico, quanto dell’essere artigiano di se stesso”.
Come si può ovviare a questa situazione? Il primo intervento concreto da lei previsto?
“La lotta agli ncc abusivi deve essere più determinata: si comprano le licenze in qualche paesino sperduto e poi vengono a rubare il lavoro ai tassisti romani. E poi liberare le corsie preferenziali: non è pensabile non agevolare lo scorrimento di quello che resta un servizio pubblico. E poi ci sono battaglie da fare anche per la sicurezza dei tassisti, troppo spesso vittime di aggressioni e rapine, ma questo non lo dice mai nessuno. Così come non si parla mai di tanti bei gesti di riconsegna di oggetti smarriti dai clienti sulle vetture, ma si preferisce evidenziare le mele marce che poi stanno in ogni categoria”.
L’ultima: forse non tutti sanno che il tassista romano ha le tariffe più basse d’Europa. Come venire incontro a coloro che rappresentano il lato buono della categoria?
“Sfatiamo un vecchio e sbagliato luogo comune: il tassista guadagna sul numero delle corse e non sulla durata del tragitto. E poi, ditemi, ma è colpa sua se per arrivare dall’Eur in Prati, a volte, ci mette quasi un’ora? Contenere le tariffe, che sono comunque basse confronto ad altre città come hai giustamente ricordato, è possibile ammortizzando i costi di esercizio: io mi batterò per concedere loro il carburante industriale”.
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| Fabio SCHIUMA |
Partiamo proprio dalla situazione dei tassisti a Roma, un argomento a lei caro e una categoria alla quale lei è sempre stato vicino.
“Il tassista è il primo a soffrire il male di questa città, ossia della metropoli con la velocità media commerciale più bassa d’Europa. E questo deriva dal fallimento delle politiche sulla mobilità da parte delle giunte comunali. Il tassista non è facilmente sindacalizzabile, motivo della guerra “ideologica” fatta a loro da una certa sinistra, che incassa solo se sta bene fisicamente e può fare i turni di un lavoro “usurante”. Nessuno lo garantisce, ma ha gli svantaggi tanto del servizio pubblico, quanto dell’essere artigiano di se stesso”.
Come si può ovviare a questa situazione? Il primo intervento concreto da lei previsto?
“La lotta agli ncc abusivi deve essere più determinata: si comprano le licenze in qualche paesino sperduto e poi vengono a rubare il lavoro ai tassisti romani. E poi liberare le corsie preferenziali: non è pensabile non agevolare lo scorrimento di quello che resta un servizio pubblico. E poi ci sono battaglie da fare anche per la sicurezza dei tassisti, troppo spesso vittime di aggressioni e rapine, ma questo non lo dice mai nessuno. Così come non si parla mai di tanti bei gesti di riconsegna di oggetti smarriti dai clienti sulle vetture, ma si preferisce evidenziare le mele marce che poi stanno in ogni categoria”.
L’ultima: forse non tutti sanno che il tassista romano ha le tariffe più basse d’Europa. Come venire incontro a coloro che rappresentano il lato buono della categoria?
“Sfatiamo un vecchio e sbagliato luogo comune: il tassista guadagna sul numero delle corse e non sulla durata del tragitto. E poi, ditemi, ma è colpa sua se per arrivare dall’Eur in Prati, a volte, ci mette quasi un’ora? Contenere le tariffe, che sono comunque basse confronto ad altre città come hai giustamente ricordato, è possibile ammortizzando i costi di esercizio: io mi batterò per concedere loro il carburante industriale”.
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