martedì

La Politica va riportata alla SERIETA' !!!

Noto con dispiacere che invece di rimboccarsi le maniche per essere dei veri promotori molti preferiscono lamentarsi dell'accaduto o discutere col solito imbecille di turno. Gli accadimenti del passato ci debbono servire per crescere ed il presente a progettare il futuro. Senza obiettivi precisi e definiti non si va da... nessuna parte. Ora il vero obiettivo è vincere le elezioni battendo le sinistre, poi concludere l'indagine sul passato ed a tal proposito, per non sembrare troppo malleabile, Vi ricordo quanto pubblicato subito dopo il disastro della presentazione:

Non accettate liste PdL nella Provincia di Roma.

Insisto. Possibile che stiamo SEMPRE in mano ad incapaci o peggio. Chi, come me, si occupa da 40 anni di Organizzazione Aziendale, quando capitano queste disgrazie vede nei responsabili 2 (due) sole possibilità: o siete Stupidi, o siete dei Nemici; in tutti e due i casi NON fate per noi. ADDIO !...

http://www.studiobertollini.it/

venerdì

MASSONERIA: CENTO ANNI FRA SQUADRA E COMPASSO.

Era il 21 marzo del 1910 quando Saverio Fera, nel corso di un'Assemblea Costituente, proclamo' la fondazione dell'Ordine e fu eletto come primo Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia. Cento anni sono passati e per celebrare l'importante ricorrenza, e ricordare tutti gli avvenimenti che hanno contribuito a far crescere tra alterne vicende la Comunione massonica, la cui storia e' strettamente intrecciata con quella d'Italia, il 21 marzo a Montesilvano (Pescara), a partire dalle 10, il professore Alessandro Aldo Mola, storico e attento conoscitore delle tematiche massoniche, coadiuvato da altri importanti studiosi, di fama nazionale e internazionale, si ritroveranno per dar vita al convegno 'Cento anni fra squadra e compasso - La Gran Loggia d'Italia dall'eta' giolittiana all'era della globalizzazione'. Un secolo di vita e di storia, un secolo durante il quale la massoneria in generale, e la Gran Loggia in particolaren - spiega una nota - hanno vissuto momenti di grande entusiasmo alternati a periodi di estrema difficolta'. Dalla ferma condanna subita da parte del fascismo alla rinascita nel Secondo Dopoguerra, la Gran Loggia festeggia oggi il suo centenario, con piu' di 8 mila iscritti e sedi dislocate in diverse parti del mondo, in onore al suo credo di 'universalita''. 'Un compleanno cosi' importante va festeggiato con un evento solenne, con un momento di festa, di studio, di riflessione - spiega il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti - e soprattutto con un'occasione che ci permetta, ripercorrendo la nostra storia e soffermandoci sull'oggi, di immaginare quale potra' essere il domani della Gran Loggia'. Ad aprire i lavori sara' il professor Luigi Pruneti, che introdurra' gli obiettivi e i contenuti del convegno, uno degli appuntamenti piu' attesi dell'anno per la Gran Loggia d'Italia. Sede del congresso sara' il Serena Majestic Hotel Residence. L'evento e' stato organizzato dalla delegazione della Regione Abruzzo della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori - Massoneria Universale di rito scozzese antico e accettato - Obbedienza di piazza del Gesu' Palazzo Vitelleschi - Roma. Com/Ett (AGI)

(11 marzo 2010 ore 11.56)

giovedì

Il vero padre di Internet d'Italia

Elserino Piol
Il padre del venture capital.

Chi si rivede. Il "solito sospetto". Dietro la quotazione di Yoox, che interrompe due anni di silenzio alla Borsa di Milano, ecco rispuntare il nome di Elserino Piol, finanziatore del gruppo dell’e-commerce con il suo fondo di venture capital Kiwi. “Il vero padre di Internet d'Italia”, “il guru dell’hi-tech italiano”, “il fondatore del venture capital in Italia”.
Elserino Mario Piol, da Limana, Belluno, titolo di studio perito industriale aeronautico e poi ingegnere (poi arriveranno le lauree honoris causa, tra cui quella dell’Alma Mater Studiorum di Bologna), è semplicemente l’uomo che sta dietro le più grandi innovazioni tecnologiche applicate al business italiano.
A partire dalla telefonia mobile. Elserino Mario entra ad Ivrea a 21 anni, nel 1952, come programmatore, a stretto contatto con Roberto, il figlio di Adriano Olivetti.
Olivetti è in quell’epoca una stranissima creatura nel panorama italiano: un’impresa-feticcio, il suo marchio evoca cultura, politica, responsabilità sociale dell’impresa, design, made in Italy, Lettera 22 e Valentina, due macchine per scrivere che saranno poi esposte al MoMa di New York, il rivoluzionario P101, il primo pc nell’Italia degli anni Sessanta, e l’M24, il “mammozzone” che per vendite supererà in Europa i colleghi di Ibm. Il giovane Elserino fa rapidamente carriera: diventa direttore marketing, poi negli anni Settanta passa un lungo periodo negli Usa come numero uno dell’azienda.
Quindi, con l’ingresso dell’Ingegnere, torna a Ivrea come assistente personale di De Benedetti e poi come responsabile dello Sviluppo. Alla fine degli anni Ottanta comincia a capire che il futuro sta nelle tlc. E si inventa Omnitel, ovvero il numero due della telefonia mobile in Italia.
Tutto nasce nel 1988. Hotel Carlyle, New York. A colazione sono seduti Piol, De Benedetti, George Blumenthal, patron della Cellular Communication International, e Peter Cohen, banchiere Lehman. Blumenthal racconta del suo esperimento: ha appena acquistato la licenza per la telefonia mobile a Porto Rico, “perché lì la gente si telefona molto di più che non a New York”.
A De Benedetti e soprattutto Piol si illumina una lampadina, e i due capiscono che la telefonia mobile può essere il modo di salvare l’azienda. E così sarà. Il 19 giugno 1990 viene formalmente costituita Omnitel Sistemi Radiocellulari Italiani (OSR). Nel 1991 c’è l’asta per le frequenze, nel 1993 inizia la campagna di lancio, che sarà affidata a un giovane manager come Francesco Caio. Nel 1994 le prepagate Omnitel si vendono al ritmo di 25 mila al giorno, e alla fine dell’avventura, con la vendita a Vodafone, la creatura di De Benedetti-Piol crea un colosso da 25 miliardi di valore.
Uno dei «piolieri» più celebri, Pier Luigi Celli, che all’epoca era capo del personale di Olivetti e poi diventerà il prototipo perfetto del manager-intellettuale olivettiano, lo ricorda come «un grande. Un grande maestro. Un grande innovatore, un tecnico con una cultura sconfinata, cui si deve non solo l’idea di Omnitel ma anche di Infostrada» sottolinea il direttore generale della Luiss.
Chi lo conosce bene, Piol, parla di genio e ruvidità, oltre all’immancabile sigaro toscano tra le labbra e le bretelle rosse che sono i suoi marchi di fabbrica. Un aneddoto: quando Francesco Caio prese in mano la divisione cellulari (1993), Piol non si accorse che gli uscieri stavano portando via i mobili e per qualche istante rimase seduto alla sua sedia, assorto in qualche riflessione mentre la sua scrivania da vicepresidente veniva portata via.
Ma non c’è solo il periodo Olivetti. Ci sono «tre Piol» sostiene Franco Debenedetti: «uno pre, uno durante e uno post De Benedetti». Se nel pre il compito di Piol è quello di grande ambasciatore di Olivetti negli Usa, nel durante Piol oltre ad essere il padre dell’esperimento nella telefonia mobile è anche lo scout che va in giro per il mondo a cercare partnership tecnologiche, per portare a Ivrea un po’ di Silicon Valley. E così va ricordata anche la partnership con Apple: pochi si ricordano che Olivetti aprì una sede a Cupertino nel 1972, quando Jobs era ancora un fricchettone impiegato in Atari.
Ma è anche nel durante che Elserino apre a quella che è la terza fase della sua vita: il venture capital, ovvero l’investimento di capitale di rischio in imprese altamente innovative.
Negli anni Novanta, lasciata Olivetti, il venture capital diventa la sua nuova frontiera. Prima come advisor di società come 4C Ventures e poi dal 1998 come fondatore e chairman di Pino Venture Partners, a sua volta partner dei fondi Kiwi e Kiwi II. Tra le sue avventure di finanziatore spericolato e accorto, quelle di Vitaminic, Click.it, Elitel, Blixer, Cubecom. Ma soprattutto quella di Tiscali. Società che nel 1998 era sconosciuta ai più, ma non a Piol, che decide di investirci l’equivalente di 2 milioni di euro. Che diventeranno 500 al momento di vendere, nel 2001. Momento giusto, naturalmente. «Se fossimo negli Usa, Piol sarebbe una via di mezzo tra Warren Buffett e Steve Jobs» riflette Pier Luigi Celli.
Se fossimo negli Usa, l’arrivo di Piol in Borsa forse sarebbe considerato il segnale che è ora di ricominciare a puntare sui listini.

Fonte : H2biz

martedì

FERMIAMO LE EX MOGLI !

Il fenomeno delle separazioni predatorie (*vedi "LA FABBRICA DEI DIVORZI" ed. San Paolo) è oramai largamente diffuso in tutto l'occidente. Vogliamo a tal proposito divulgare una lettera, scritta da una donna, giuntaci dalla vicina Svizzera (e anche pubblicata dai quotidiani del territorio).
Fermiamo le ex mogli - "Scrivo per esternare indignazione sulla legge riguardante le separazioni e i divorzi, con particolare riferimento agli alimenti che gli uomini devono dare per i figli e per le ex mogli. Esistono molti casi di donne sleali, che lasciano sul lastrico i mariti dopo avergli già portato via tutto, la casa, i figli, la sicurezza di una stabile vita in comune.
Questi uomini devono far fronte a una vita diversa contro la loro volontà, affrontando non solo il crollo emotivo, ma anche quello finanziario. Ma coraggiosamente, ricominciano da capo, riprendendo i cocci della loro vita e riprovando a vivere di nuovo felici. Ne avranno il diritto? Ebbene, se la risposta è sì, che gli si lascino almeno i soldi che guadagnano.
Per questi uomini rifarsi una nuova vita significa riavere di nuovo quello che hanno perso: ricomprarsi una casa, fare dei viaggi, permettersi di andare a cena fuori, comprarsi cose belle magari insieme a una nuova compagna. Invece no, non possono, a causa dell'avidità di certe donne e dell'ingiustizia della legge, a solo sfavore degli uomini e a favore delle ex-mogli, anche quando sono state loro a lasciare il tetto coniugale, comportandosi prima male in privato nei riguardi dei mariti, poi abbandonandoli, portando via i figli [..].
Bisognerebbe smettere di appoggiare queste donne avide e ingiuste dietro la falsa apparenza di voler sostenere i figli: in realtà spesso i figli sono usati come una rendita per vivere da sole e fare i propri comodi. [..] Se vogliono andarsene per cambiare vita, lo facciano pure, basta che lascino in pace gli ex mariti."

di Antonella Meneguzzi - dal Corriere del Ticino (04 Marzo 2010 p.42)

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