Brevetti:
Ente gestore - Invitalia
Beneficiari
Micro, piccole e medie imprese, con sede legale ed operativa in Italia.
Premi/incentivi
La misura è articolata in due linee di intervento:
“Premi” per la brevettazione.
Per imprese che abbiano avviato, a far data dal 01 gennaio 2011, almeno un procedimento e che abbiano conseguito i risultati previsti per le relative fasi di procedimento brevettuale successivamente al 3 agosto 2011 ed entro la data di presentazione della domanda di:
■deposito di una o più domande di brevetto nazionale all’UIBM: €.1.500
■estensione di una o più domande di brevetto nazionale all’EPO (European Patent Office): €.3.000
■estensione di una o più domande di brevetto nazionale al WIPO (World Intellectual Property Organization): €.4.000
■Estensione della domanda a Paesi aderenti al PCT (bonus addizionale): da 3 a 5 paesi €.3.000, oltre i 5 paesi €.6.000
■Estensione della domanda (bonus addizionale per ciascun paese): in Cina e India €.1.500, in USA, Brasile e Russia €.1.000
Ogni impresa può cumulare al max 30mila euro di premi unitari per un max di 5 domande per tipologia di premio.
Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti.
Per imprese titolari di uno o più brevetti che abbiano depositato una o più domande nazionali o internazionali e siano in possesso di una opzione o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di uno o più brevetti, con un soggetto anche estero che ne detiene la titolarità, è prevista la concessione di un’agevolazione in conto capitale nell’ambito del de minimis del valore massimo di €.70.000. Tale agevolazione non può essere superiore all’80% dei costi ammissibili. L’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi pubblici concessi a titolo di aiuti di stato aventi ad oggetto le stesse spese.
Modalità di accesso ai contributi.
La richiesta di accesso alle agevolazioni avviene, a partire dal 2 novembre prossimo, tramite la compilazione di un form (per i premi) o di un progetto (per gli incentivi) on line sul portale di Invitalia, al termine della quale viene rilasciato un protocollo elettronico. La stampa deve essere inviata entro 15 giorni per i premi, 30 per gli incentivi, dall’assegnazione del protocollo elettronico a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento a:
Invitalia, Via Pietro Boccanelli, 30 - 00138 Roma
Ufficio Brevetti, o tramite PEC all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it .
Per maggior informazioni:
www.invitalia.it
Mail: contactcenteruibm@sviluppoeconomico.gov.it
Call Center al numero +39 06-4705-5800 dalle ore 9:00 alle ore 17:00 escluso il sabato e i festivi.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
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lunedì
Fondi strutturali, incontro Commissione Europea - Regioni.
Dal 27 al 28 ottobre si è tenuto a Roma presso l’Auditorium Conciliazione l’incontro annuale 2011 tra la Commissione Europea e le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). All’incontro hanno partecipato anche il ministero per lo Sviluppo economico e il ministero dell’Economia e delle finanze - IGRUE (Ispettorato Generale per i Rapporti finanziari con l’Unione Europea).
L’evento, ospitato quest’anno dalla Regione Lazio, rappresenta un’opportunità per fare il punto sullo stato di attuazione dei Programmi e per discutere temi d’interesse comune nelle politiche regionali.
In apertura Raoul Prado (Commissione Europea - DG Regio) ha brevemente descritto il quadro generale delle politiche di coesione economica e sociale nell’Unione europea, ricordando che l’attuazione dei Programmi nelle regioni italiane non raggiunge livelli soddisfacenti, con il conseguente rischio di disimpegno delle risorse finanziarie. Prado ha annunciato che il commissario alle politiche regionali Johannes Hahn sarà a Roma il 7 novembre per condividere con le Regioni e con i ministeri competenti (Affari Regionali, Sviluppo Economico ed Economia e Finanze) un piano d’azione per migliorare l’attuazione dei programmi stessi.
“La discontinuità dei cicli di programmazione non aiuta la realizzazione dei progetti finanziati - ha detto l’assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica - La Regione Lazio ha comunque fatto grandi sforzi per migliorare la gestione dei fondi comunitari. Abbiamo deciso di aiutare Comuni, imprese e altri portatori d’interesse ad accedere ai finanziamenti europei erogati direttamente dalla Commissione europea, progettando un ciclo di iniziative informative e formative che ha avuto un buon successo. E intendiamo proseguire le azioni per la riqualificazione urbana anche nel prossimo periodo di programmazione. Siamo pronti a cogliere le sfide poste dalle nuove priorità dell’Unione Europea - ha concluso Cetica - attraverso una strategia ambiziosa e tesa a ottenere risultati concreti. Ma servirà anche un quadro di regole intelligenti e condivise”.
Nella seconda giornata di lavoro la Commissione Europea ha discusso con i partecipanti le novità contenute nelle proposte di regolamento per la gestione dei Programmi Operativi nel periodo 2014-2020. E' intervenuto il presidente della Regione Renata Polverini, che ha annunciato che il Lazio è a un passo dall'obiettivo di spesa previsto per il 2011 del POR-FESR.
"Si tratta di un traguardo importante - ha detto Polverini - l'impegno che stiamo mettendo in questa materia ha già prodotto risultati importanti per il territorio. La Regione Lazio - ha continuato - e l'ho ricordato anche in occasione del dibattito con il commissario Hahn e il ministro Fitto, ha colto da subito uno degli obiettivi della Commissione, quello di concentrare i fondi in pochi obiettivi e completamente realizzabili. Lo abbiamo fatto anche prevedendo strumenti nuovi, come i processi di riqualificazione urbana, che abbiamo messo in campo semplicemente guardando alle esigenze dei territori".
Sul sito www.porfesr.lazio.it sono pubblicati i materiali presentati e discussi nelle due giornate di lavoro.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
L’evento, ospitato quest’anno dalla Regione Lazio, rappresenta un’opportunità per fare il punto sullo stato di attuazione dei Programmi e per discutere temi d’interesse comune nelle politiche regionali.
In apertura Raoul Prado (Commissione Europea - DG Regio) ha brevemente descritto il quadro generale delle politiche di coesione economica e sociale nell’Unione europea, ricordando che l’attuazione dei Programmi nelle regioni italiane non raggiunge livelli soddisfacenti, con il conseguente rischio di disimpegno delle risorse finanziarie. Prado ha annunciato che il commissario alle politiche regionali Johannes Hahn sarà a Roma il 7 novembre per condividere con le Regioni e con i ministeri competenti (Affari Regionali, Sviluppo Economico ed Economia e Finanze) un piano d’azione per migliorare l’attuazione dei programmi stessi.
“La discontinuità dei cicli di programmazione non aiuta la realizzazione dei progetti finanziati - ha detto l’assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica - La Regione Lazio ha comunque fatto grandi sforzi per migliorare la gestione dei fondi comunitari. Abbiamo deciso di aiutare Comuni, imprese e altri portatori d’interesse ad accedere ai finanziamenti europei erogati direttamente dalla Commissione europea, progettando un ciclo di iniziative informative e formative che ha avuto un buon successo. E intendiamo proseguire le azioni per la riqualificazione urbana anche nel prossimo periodo di programmazione. Siamo pronti a cogliere le sfide poste dalle nuove priorità dell’Unione Europea - ha concluso Cetica - attraverso una strategia ambiziosa e tesa a ottenere risultati concreti. Ma servirà anche un quadro di regole intelligenti e condivise”.
Nella seconda giornata di lavoro la Commissione Europea ha discusso con i partecipanti le novità contenute nelle proposte di regolamento per la gestione dei Programmi Operativi nel periodo 2014-2020. E' intervenuto il presidente della Regione Renata Polverini, che ha annunciato che il Lazio è a un passo dall'obiettivo di spesa previsto per il 2011 del POR-FESR.
"Si tratta di un traguardo importante - ha detto Polverini - l'impegno che stiamo mettendo in questa materia ha già prodotto risultati importanti per il territorio. La Regione Lazio - ha continuato - e l'ho ricordato anche in occasione del dibattito con il commissario Hahn e il ministro Fitto, ha colto da subito uno degli obiettivi della Commissione, quello di concentrare i fondi in pochi obiettivi e completamente realizzabili. Lo abbiamo fatto anche prevedendo strumenti nuovi, come i processi di riqualificazione urbana, che abbiamo messo in campo semplicemente guardando alle esigenze dei territori".
Sul sito www.porfesr.lazio.it sono pubblicati i materiali presentati e discussi nelle due giornate di lavoro.
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sabato
“Austerità? No, grazie”. Berlusconi scrive al Foglio.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha scritto una lunga lettera al Foglio, sotto il titolo:
“Austerità? No, grazie”. Eccone alcuni stralci. Nel Foglio l'intervento integrale.
Gentile direttore,
bisogna stare attenti alle parole, come sapete voi del Foglio. “Austerità” non fa parte del mio vocabolario. Responsabilità sì, autonomia sì, libertà sì, ma austerità no. La polemica sui “licenziamenti facili” è figlia di una cultura ottocentesca che ignora i cambiamenti del mercato mondiale ed è oltraggiosa per l’intelligenza degli italiani: già ora nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dove lavora circa la metà degli occupati, non vige la giusta causa. E se ora il governo si propone di intervenire sui contratti di lavoro, seguendo la strada indicata dal disegno di legge presentato dal senatore dell’opposizione Pietro Ichino, è solo per aumentare la competitività del Paese, aprire nuovi spazi occupazionali per le donne e per i giovani, e garantire a chi perde il lavoro l’aiuto della cassa integrazione per trovare una nuova occupazione.
Di fronte al compimento di una fase critica e turbolenta, e dopo che in Europa il nostro e altri governi hanno chiesto e ottenuto impegni finanziari a difesa dell’euro, dando assicurazioni sulle riforme e un calendario impegnativo per la loro realizzazione, si va purtroppo dipanando una campagna fatta di ipocrisie e falsità, che tende a rovesciare come un guanto il senso delle cose. Ci siamo impegnati per la crescita, per lo sviluppo, per più efficaci regole di concorrenza, di competitività, di mobilità sociale, non per deprimere l’economia e rilanciare la lotta di classe, che come ho detto in Parlamento è finita da un pezzo. La rete di protezione sociale, in specie sul tema del lavoro, è tutto sommato abbastanza solida in Italia, e nessuno vuole sfilacciarla. Il problema è di ridurre le cattive abitudini, scongiurare un’estensione abnorme del lavoro precario, offrire un futuro qualificato ai giovani e alle donne rimuovendo solo e soltanto le rigidità improprie che impediscono l’allargamento della base occupazionale e produttiva, per avvicinarci agli obiettivi del Trattato di Lisbona sulla partecipazione al mercato del lavoro, purtroppo ancora lontani.
Gli imprenditori del XXI secolo non sono i padroni delle ferriere dell’Ottocento, non si svegliano al mattino con l’impulso di liberarsi di manodopera per gonfiare profitti. E i lavoratori sono titolari di forza contrattuale e di diritti, non schiavi sociali. Non dobbiamo sottometterci alla caricatura di noi stessi.
di Silvio Berlusconi
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
“Austerità? No, grazie”. Eccone alcuni stralci. Nel Foglio l'intervento integrale.
Gentile direttore,
bisogna stare attenti alle parole, come sapete voi del Foglio. “Austerità” non fa parte del mio vocabolario. Responsabilità sì, autonomia sì, libertà sì, ma austerità no. La polemica sui “licenziamenti facili” è figlia di una cultura ottocentesca che ignora i cambiamenti del mercato mondiale ed è oltraggiosa per l’intelligenza degli italiani: già ora nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dove lavora circa la metà degli occupati, non vige la giusta causa. E se ora il governo si propone di intervenire sui contratti di lavoro, seguendo la strada indicata dal disegno di legge presentato dal senatore dell’opposizione Pietro Ichino, è solo per aumentare la competitività del Paese, aprire nuovi spazi occupazionali per le donne e per i giovani, e garantire a chi perde il lavoro l’aiuto della cassa integrazione per trovare una nuova occupazione.
Di fronte al compimento di una fase critica e turbolenta, e dopo che in Europa il nostro e altri governi hanno chiesto e ottenuto impegni finanziari a difesa dell’euro, dando assicurazioni sulle riforme e un calendario impegnativo per la loro realizzazione, si va purtroppo dipanando una campagna fatta di ipocrisie e falsità, che tende a rovesciare come un guanto il senso delle cose. Ci siamo impegnati per la crescita, per lo sviluppo, per più efficaci regole di concorrenza, di competitività, di mobilità sociale, non per deprimere l’economia e rilanciare la lotta di classe, che come ho detto in Parlamento è finita da un pezzo. La rete di protezione sociale, in specie sul tema del lavoro, è tutto sommato abbastanza solida in Italia, e nessuno vuole sfilacciarla. Il problema è di ridurre le cattive abitudini, scongiurare un’estensione abnorme del lavoro precario, offrire un futuro qualificato ai giovani e alle donne rimuovendo solo e soltanto le rigidità improprie che impediscono l’allargamento della base occupazionale e produttiva, per avvicinarci agli obiettivi del Trattato di Lisbona sulla partecipazione al mercato del lavoro, purtroppo ancora lontani.
Gli imprenditori del XXI secolo non sono i padroni delle ferriere dell’Ottocento, non si svegliano al mattino con l’impulso di liberarsi di manodopera per gonfiare profitti. E i lavoratori sono titolari di forza contrattuale e di diritti, non schiavi sociali. Non dobbiamo sottometterci alla caricatura di noi stessi.
di Silvio Berlusconi
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L’Umanesimo Illuminista deve dialogare con l’Umanesimo Cristiano.
JULIA KRISTEVA - VATICANO - ASSISI - 27/10/2011
Dopo la Shoah e il Gulag, l’uomo non può essere il “fine”. La secolarizzazione tace sulla donna e sulla madre. “L’incontro delle nostre diversità qui, ad Assisi, testimonia che l’ipotesi della distruzione non è l’unica possibile”. L’intervento della rappresentante non credente alla Giornata di Assisi.
Assisi (AsiaNews) - Pubblichiamo in versione integrale l’intervento della prof.ssa Julia Kristeva alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, che Benedetto XVI ha convocato oggi ad Assisi. Per la prima volta, negli incontri avvenuti ad Assisi in 25 anni, il pontefice ha voluto invitare dei rappresentanti non credenti, ma “cercatori della verità”. Nel suo discorso egli ha valorizzato molto la loro presenza, che interroga credenti e atei. La prof.ssa Julia Kristeva, nata in Bulgaria (1941), vive in Francia dal 1966. Linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice francese. Ha collaborato con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers e si è sposata con quest’ultimo. Ha scritto una trentina di libri. Cos’è l’umanesimo? Un grande punto di domanda sulla questione più seria? È nella tradizione europea, greco-giudaico-cristiana che si produce questa realtà, che continua al tempo stesso a promettere, a deludere, a rifondarsi. Signore e Signori, Le parole di Giovanni Paolo II, “Non abbiate paura!”, non sono indirizzate unicamente ai credenti, perché esse incoraggiavano a resistere al totalitarismo. L’appello di quel Papa, apostolo dei diritti umani, ci spinge anche a non temere la cultura europea, ma, al contrario, ad osare l’umanesimo: nel costruire delle complicità tra l’umanesimo cristiano e quello che, scaturito dal Rinascimento e dall’Illuminismo, ha l’ambizione di aprire le strade rischiose della libertà.
1. L’umanesimo del XXI secolo non è un teomorfismo. Né “valore”, né “fine” superiore, l’Uomo con la maiuscola non esiste. Dopo la Shoah e il Gulag, l’umanesimo ha il dovere di ricordare a uomini e donne che se, per un verso, noi ci riteniamo gli unici legislatori, è unicamente attraverso la continua messa in questione della nostra situazione personale, storica e sociale che noi possiamo decidere della società e della storia.
2. L’umanesimo è un processo di rifondazione permanente, che si sviluppa unicamente grazie a delle rotture che sono delle innovazioni. La memoria non riguarda il passato: la Bibbia, i Vangeli, il Corano, il Rigveda, il Tao, ci abitano al presente. Affinché l’umanesimo possa svilupparsi e rifondarsi, è giunto il momento di riprendere i codici morali costruiti nel corso della storia: senza indebolirli, per problematizzarli, rinnovandoli di fronte a nuove singolarità.
3. L’umanesimo è un femminismo. La liberazione dei desideri doveva condurre all’emancipazione delle donne. Le battaglie per una parità economica, giuridica e politica necessitano di una nuova riflessione sulla scelta e la responsabilità della maternità. La secolarizzazione è a tutt’oggi la sola civilizzazione che manchi di un discorso sulla realtà della madre. Questo legame passionale tra la madre e il bambino, attraverso il quale la biologia diviene senso, alterità e parola, è una “reliance” che, differente dalla funzione paterna e dalla religiosità, le completa, partecipando a pieno titolo all’etica umanista.
4. Poiché risveglia i desideri di libertà di uomini e donne, l’umanesimo ci insegna a prenderci cura di essi.
La cura amorosa per l’altro, la cura della terra, dei giovani, dei malati, degli handicappati, degli anziani non autosufficienti, costituiscono delle esperienze interiori che creano delle nuove prossimità e delle solidarietà inattese. Non abbiamo un altro modo per accompagnare la rivoluzione antropologica, già annunciata dalla corsa in avanti delle scienze, dai procedimenti incontrollabili della tecnica e della finanza, e dall’incapacità del modello democratico piramidale a canalizzare le novità.
5. L’uomo non fa la storia, noi siamo la storia. Per la prima volta, l’homo sapiens è in grado di distruggere la terra e se stesso in nome delle proprie credenze, religioni o ideologie. Ugualmente per la prima volta gli uomini e le donne sono in grado di rivalutare in completa trasparenza la religiosità costitutiva dell’essere umano. L’incontro delle nostre diversità qui, ad Assisi, testimonia che l’ipotesi della distruzione non è l’unica possibile. Nessuno può sapere quali esseri umani succederanno a noi che siamo impegnati in questa transvalutazione antropologica e cosmica senza precedenti. La rifondazione dell’umanesimo non è un dogma provvidenziale né un gioco dello spirito, è una scommessa. Signore e Signori, l’età del sospetto non è più sufficiente. Di fronte alle crisi e alle minacce che si aggravano, è giunta l’età della scommessa. Osiamo scommettere sul rinnovamento continuo delle capacità di uomini e donne a credere e a conoscere insieme. Affinché, nel “multiverso” bordato di vuoto, l’umanità possa perseguire ancora a lungo il proprio destino creativo.
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