RSS di Ultima ora - ANSA.it
giovedì
domenica
Innovazione in Italia: piccolo passo avanti
di Roberto Vacca, 3/6/2012
L’occupazione è più alta nei Paesi ove i livelli di innovazione sono più elevati. La Commissione Europea ha pubblicato ora la revisione al 2011 della classifica dei 27 paesi dell’Unione in base al livello di innovazione raggiunto, espresso da un indice (compreso fra 0 e 1) funzione di 24 indicatori (lauree, ricerca scientifica, investimenti pubblici e privati in R&D, brevetti, percentuale di piccole e medie imprese innovative, etc.) - vedi istogramma seguente.
In verde: 4 leader (Svezia, Danimarca, Finlandia, Germania) - in celeste,: 10 innovatori di seconda classe, in giallo 9 innovatori moderati e in arancione; 4 innovatori modesti. La Svezia sta a 0,75. La media dei 27 Paesi sta a 0,53. L'Italia sta fra gli innovatori moderati a 0,44 - al 15° posto su 27 - dopo Estonia, Slovenia, Cipro - tutti sotto la media.
Si può considerare come piccolo passo avanti che passiamo dal 16° al 15° posto perché superiamo il Portogallo. Nel 2011 anche la Germania supera la Finlandia, il Belgio supera il Regno Unito, l’Olanda supera l’Austria e l’Unhjeria supera Malta e Grecia.
In Italia gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sono lo 0,54 % (nel 2010 era 0,58 %) del PIL (0,71 della media europea) e quelli privati sono lo 0,71 % (nel 2010 erano 0,65 %) del PIL (0,57 della media europea). Questo divario dura da 30 anni. Non è solo questione di investimenti, ma di cultura media. La percentuale della popolazione che ha completato l’educazione terziaria è in Italia il 20%. La media europea è 33 %, Danimarca e Norvegia 47%, Svezia e Finlandia 45%, Francia e UK 43 %, Irlanda 49 %. A livello più basso dell’Italia sono solo: Macedonia, Malta, Romania e Turchia.
L’Italia è, dunque, carente nei livelli di istruzione e negli investimenti in R&D particolarmente nel settore privato. Questi ultimi passano dallo 0,65 allo 0,71% del PIL, ma temo che dipenda dalla riduzione del PIL. Intanto gli investimenti pubblici in R&D calano dallo 0,58 % allo = 0,54 %
Come dico da tempo, diminuire gli investimenti e le spese (che creano lavoro), aumentare le imposte e i tassi di interesse - sono politiche di austerità inopportune: non favoriscono la ripresa e aggravano la depressione.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
L’occupazione è più alta nei Paesi ove i livelli di innovazione sono più elevati. La Commissione Europea ha pubblicato ora la revisione al 2011 della classifica dei 27 paesi dell’Unione in base al livello di innovazione raggiunto, espresso da un indice (compreso fra 0 e 1) funzione di 24 indicatori (lauree, ricerca scientifica, investimenti pubblici e privati in R&D, brevetti, percentuale di piccole e medie imprese innovative, etc.) - vedi istogramma seguente.
In verde: 4 leader (Svezia, Danimarca, Finlandia, Germania) - in celeste,: 10 innovatori di seconda classe, in giallo 9 innovatori moderati e in arancione; 4 innovatori modesti. La Svezia sta a 0,75. La media dei 27 Paesi sta a 0,53. L'Italia sta fra gli innovatori moderati a 0,44 - al 15° posto su 27 - dopo Estonia, Slovenia, Cipro - tutti sotto la media.
Si può considerare come piccolo passo avanti che passiamo dal 16° al 15° posto perché superiamo il Portogallo. Nel 2011 anche la Germania supera la Finlandia, il Belgio supera il Regno Unito, l’Olanda supera l’Austria e l’Unhjeria supera Malta e Grecia.
In Italia gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sono lo 0,54 % (nel 2010 era 0,58 %) del PIL (0,71 della media europea) e quelli privati sono lo 0,71 % (nel 2010 erano 0,65 %) del PIL (0,57 della media europea). Questo divario dura da 30 anni. Non è solo questione di investimenti, ma di cultura media. La percentuale della popolazione che ha completato l’educazione terziaria è in Italia il 20%. La media europea è 33 %, Danimarca e Norvegia 47%, Svezia e Finlandia 45%, Francia e UK 43 %, Irlanda 49 %. A livello più basso dell’Italia sono solo: Macedonia, Malta, Romania e Turchia.
L’Italia è, dunque, carente nei livelli di istruzione e negli investimenti in R&D particolarmente nel settore privato. Questi ultimi passano dallo 0,65 allo 0,71% del PIL, ma temo che dipenda dalla riduzione del PIL. Intanto gli investimenti pubblici in R&D calano dallo 0,58 % allo = 0,54 %
Come dico da tempo, diminuire gli investimenti e le spese (che creano lavoro), aumentare le imposte e i tassi di interesse - sono politiche di austerità inopportune: non favoriscono la ripresa e aggravano la depressione.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
giovedì
Giustizia: Equitalia: Stop a Ganasce Fiscali !
Giustizia: Equitalia: Stop a Ganasce Fiscali !:
di Francesca Vinciarelli - Fonte PMI
Commissione Tributaria di Roma impone lo stop alle ganasce fiscali pronunciandosi contro Equitalia: so...
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
di Francesca Vinciarelli - Fonte PMI
Commissione Tributaria di Roma impone lo stop alle ganasce fiscali pronunciandosi contro Equitalia: so...
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
mercoledì
Libertà, Giustizia, Censura !
Ecco perché la libertà di pensiero va ... liberata !
( Fonte ADUC )
Diffamazione
calunnia
apologia di delitto
apologia del Fascismo
vilipendio del Presidente della Repubblica
vilipendio di capo di Stato estero
vilipendio delle Camere
vilipendio del sentimento religioso
istigazione a delinquere
associazione a delinquere
stampa clandestina
ecc. ecc. ecc.
Questi e altri i reati d'opinione, commessi con l'espressione del pensiero. Retaggio di regimi autoritari, codificati in Italia durante il ventennio fascista, i reati d'opinione continuano oggi a limitare uno dei fondamenti della democrazia: la libertà di espressione.LA COSTITUZIONE recita al primo comma dell'articolo 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Questo principio è però disatteso con procedimenti penali per reati d'opinione. L'Italia risulta al 49mo posto nel mondo per grado di libertà di stampa secondo il Press Freedom Index di Reporters sans frontièrs.
Il rapporto annuale di Freedom House ha declassato la stampa italiana da "libera" a "semi-libera".
Frutto non solo del nostro anomalo assetto proprietario dei media, ma del numero di giornalisti denunciati, perquisiti e anche arrestati per diffamazione o altri reati d'opinione.
L'IMPATTO NEGATIVO dei reati d'opinione si fa sentire soprattutto sul Web. L'oscuramento di forum e blog, o di interi siti per la presenza anche di un solo commento ritenuto offensivo, è abituale. Così come sono diversi i tentativi di limitare Internet: niente blog se non sei iscritto all'ordine/corporazione dei giornalisti e niente iscrizione all'ordine senza laurea.
L'ADUC E' IMPEGNATA nella difesa della libertà di espressione, anche di chi esprime idee per noi raccapriccianti. In una società libera si deve convincere non reprimere.
Grazie ad una nostra iniziativa giudiziaria, i blogger sono piu' protetti contro le condanne per i reati d'opinione commessi da chi interviene sui loro blog.
C'E' MOLTA STRADA DA FARE:
- abolizione dei reati d'opinione,
- abolizione dell'ordine dei giornalisti,
- abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria,
- privatizzazione e liberazione della Rai dall'occupazione partitica,
- norme antitrust sulla proprietà dei mezzi di informazione.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
Eccellenza a Roma - Post in Evidenza
Smettiamola di calpestare la Storia e la Bibbia.
Ecco una sintesi storica essenziale, seguendo un filo cronologico dalla narrazione biblica fino allo Stato moderno di Israele. Clccate QUI ...
I POST PIU' SEGUITI
-
L'EUROPA CI STA UCCIDENDO ! Da troppi anni continuo a denunciare la tragedia monetaria ed a proporre soluzioni, purtroppo lasciate senza...
-
Datazione Elettronica Certa + Creazione Inedita = Prova d'anteriorità incontestabile. Avere una terza parte indipendente che conserva un...






