Parte da Reggio Calabria un’iniziativa sociale molto utile per le donne che
subiscono violenza. La commissione regionale Pari opportunità ha firmato una
convenzione con l’Ordine degli avvocati
della città dello Stretto per creare
una lista di professionisti disponibili a offrire assistenza gratuita alle
donne che non potrebbero altrimenti costituirsi in giudizio nei processi
per violenza.
E’ proprio questo, ha rilevato la presidente
della commissione regionale Pari opportunità Giovanna Cusumano, uno
dei problemi principali che rallenta la decisione delle donne
di denunciare i soprusi. Un terzo su tre, secondo i dati,
subiscono
violenze sotto diverse forme dai loro compagni.
La
convenzione impegna l’Ordine degli avvocati di Reggio Calabria, presieduto da
Alberto Panuccio, a chiedere chi tra i propri iscritti offre il proprio
aiuto. Si tratta di una innovazione nella società, che invita i
professionisti del foro a rendersi disponibile - è il caso di dirlo - per una
giusta causa.
Secondo quanto prevede lo schema della convenzione, le
richieste di adesione dovranno pervenire dai componenti del comitato
pari opportunità, in possesso di maturata esperienza in reati di
violenza sulle donne, le domande dei componenti che intendono offrire la
loro prestazione professionale dovranno essere inviate alla segreteria
del consiglio dell’Ordine degli avvocati entro trenta giorni. Il
Consiglio dell’Ordine nominerà quindi due componenti del comitato
pari opportunità, quali coordinatori tra la commissione regionale,
il
cliente e l’avvocato. Il coordinatore raccoglierà la segnalazione
del caso, proveniente dalla commissione regionale Pari opportunità
e provvederà ad affidare l’incarico professionale, secondo
regolare turnazione, indicando al professionista con una settimana di
preavviso l’ora e il giorno dell’incontro, che si terrà negli uffici
della commissione regionale. All’esito della consulenza,
l’avvocato incaricato farà pervenire al coordinatore la scheda con il
parere formulato a favore del cliente.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
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La Gran Loggia d'Italia apre le porte. Nel caveau la storia del Paese.
I SEGRETI DELLA MASSONERIA. Il Gran Maestro, Luigi Pruneti presenta la biblioteca storica e documentale del "tempio" Palazzo Vitelleschi: “Noi non abbiamo mai avuto "logge" oppure fratelli coperti, e tantomeno collegamenti con gli elenchi ritrovati a Castiglion Fibocchi”. La quantità di materiale “impressionante” custodito tra le mura oggetto di prima catalogazione. L'obiettivo è un museo. L'operazione “porte aperte”, primo segno di apertura e trasparenza. ( Fonte affaritaliani.it )
Martedì, 10 luglio 2012 - 17:44:00
di Patrizio J. Macci
Antonio De Curtis, principe della risata, Gino Cervi ricordato nei panni del Commissario Maigret, Paolo Stoppa interprete dei film Luchino Visconti, oltre ad essere attori che spaziavano da un registro interpretativo all'altro con una facilità non più ritrovata nelle nuove generazioni, avevano una peculiarità che li accomunava: tutti quanti sono stati massoni iscritti alla "Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi".
I loro nomi e quelli di altri personaggi celebri sono stati ritrovati nei registri matricolari degli affiliati, e presentati per la prima volta alla stampa dal Gran Maestro professor Luigi Pruneti, e dallo storico della massoneria Aldo Mola.
"E' una quantità di materiale impressionante quella che giace tra queste mura" - ha commentato Mola - per la vastità temporale del materiale e per l'importanza delle carte che la Gran Loggia d'Italia possiede, questo è da ritenersi un piccolo assaggio". Purtroppo in Italia negli ultimi trent'anni si è affermata l'uguaglianza Loggia Massonica = P2, con tutti i significati deteriori che questo significa - ha proseguito il Gran Maestro Pruneti - Personalmente sono entrato nella Loggia nel 1974, e se dovessi raccontare tutte le leggende metropolitane che ho ascoltato in quasi quaranta anni potremmo rimanere qui per ore. Voglio spazzare via immediatamente una parentela che spesso nella pubblicistica ci viene affibbiata: noi non abbiamo mai avuto "logge" oppure fratelli coperti, e tantomeno collegamenti con gli elenchi ritrovati a Castiglion Fibocchi nel 1981”.
Eppure la nomea della massoneria è tale nell'immaginario collettivo, da far pensare ad una organizzazione simile alla Spectre dei film di 007. “Assolutamente nulla di tutto ciò. I nostri registri sono segreti perché protetti da una legge, ma un magistrato può avervi accesso per qualsiasi indagine - aggiunge Pruneti - questo sfata qualsiasi mito legato alla possibilità di controllare il mondo attraverso la massoneria, che la massoneria sia un "network di potere" privato che influenzi il destino delle persone e, addirittura, il destino del mondo”.
Tra i documenti esposti, largo spazio è occupato dall'antimassoneria. La stigmatizzazione attraverso l'emissione di atti oppure dichiarazioni contro gli associati, affiliati o simpatizzanti. Forse a ciò è ascrivibile la chiara e netta opposizione che la Chiesa cattolica romana ha verso i suoi fedeli che scelgono di intraprendere il "cammino della conoscenza", come se l'adesione rappresentasse una forma di legame civile, un surrogato della religione. L'apoteosi di questa interpretazione è rappresentata dai teorici del complotto universale, qualcosa di molto simile a quanto raccontato da Umberto Eco ne "Il pendolo di Foucault". Ora la curiosità di conoscere i documenti custoditi gelosamente tra quelle mura, e sopravvissuti a scissioni, persecuzioni e traslochi è fortissima. Nulla esclude che tra quelle carte, ci possano essere documenti che per induzione possano rischiarare gli anni più bui della storia d'Italia.
L'apertura, anche se parziale, del portone degli archivi di Palazzo Vitelleschi è il tangibile segno di un'operazione di trasparenza e rinnovamento attesa da lungo tempo. Per ora i documenti restano chiusi. É in corso la catalogazione e un giorno, forse, la trasformazione in un museo della cultura massonica.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
Martedì, 10 luglio 2012 - 17:44:00
di Patrizio J. Macci
Antonio De Curtis, principe della risata, Gino Cervi ricordato nei panni del Commissario Maigret, Paolo Stoppa interprete dei film Luchino Visconti, oltre ad essere attori che spaziavano da un registro interpretativo all'altro con una facilità non più ritrovata nelle nuove generazioni, avevano una peculiarità che li accomunava: tutti quanti sono stati massoni iscritti alla "Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi".
I loro nomi e quelli di altri personaggi celebri sono stati ritrovati nei registri matricolari degli affiliati, e presentati per la prima volta alla stampa dal Gran Maestro professor Luigi Pruneti, e dallo storico della massoneria Aldo Mola.
"E' una quantità di materiale impressionante quella che giace tra queste mura" - ha commentato Mola - per la vastità temporale del materiale e per l'importanza delle carte che la Gran Loggia d'Italia possiede, questo è da ritenersi un piccolo assaggio". Purtroppo in Italia negli ultimi trent'anni si è affermata l'uguaglianza Loggia Massonica = P2, con tutti i significati deteriori che questo significa - ha proseguito il Gran Maestro Pruneti - Personalmente sono entrato nella Loggia nel 1974, e se dovessi raccontare tutte le leggende metropolitane che ho ascoltato in quasi quaranta anni potremmo rimanere qui per ore. Voglio spazzare via immediatamente una parentela che spesso nella pubblicistica ci viene affibbiata: noi non abbiamo mai avuto "logge" oppure fratelli coperti, e tantomeno collegamenti con gli elenchi ritrovati a Castiglion Fibocchi nel 1981”.
Eppure la nomea della massoneria è tale nell'immaginario collettivo, da far pensare ad una organizzazione simile alla Spectre dei film di 007. “Assolutamente nulla di tutto ciò. I nostri registri sono segreti perché protetti da una legge, ma un magistrato può avervi accesso per qualsiasi indagine - aggiunge Pruneti - questo sfata qualsiasi mito legato alla possibilità di controllare il mondo attraverso la massoneria, che la massoneria sia un "network di potere" privato che influenzi il destino delle persone e, addirittura, il destino del mondo”.
Tra i documenti esposti, largo spazio è occupato dall'antimassoneria. La stigmatizzazione attraverso l'emissione di atti oppure dichiarazioni contro gli associati, affiliati o simpatizzanti. Forse a ciò è ascrivibile la chiara e netta opposizione che la Chiesa cattolica romana ha verso i suoi fedeli che scelgono di intraprendere il "cammino della conoscenza", come se l'adesione rappresentasse una forma di legame civile, un surrogato della religione. L'apoteosi di questa interpretazione è rappresentata dai teorici del complotto universale, qualcosa di molto simile a quanto raccontato da Umberto Eco ne "Il pendolo di Foucault". Ora la curiosità di conoscere i documenti custoditi gelosamente tra quelle mura, e sopravvissuti a scissioni, persecuzioni e traslochi è fortissima. Nulla esclude che tra quelle carte, ci possano essere documenti che per induzione possano rischiarare gli anni più bui della storia d'Italia.
L'apertura, anche se parziale, del portone degli archivi di Palazzo Vitelleschi è il tangibile segno di un'operazione di trasparenza e rinnovamento attesa da lungo tempo. Per ora i documenti restano chiusi. É in corso la catalogazione e un giorno, forse, la trasformazione in un museo della cultura massonica.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA
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Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale
L’on. Perazzolo (Lista Polverini) alla presentazione del progetto ’Osservatorio Epidemiologico Nazionale Sulla Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale (CCSVI) in soggetti con Sclerosi Multipla.
Il sostegno regionale all'istituzione dell’Osservatorio è stato annunciato il mese scorso dall’on. Perazzolo, durante il convegno organizzato dall'associazione ‘Donne per la Sicurezza Onlus’ a Monterotondo. Nel suo intervento Perazzolo aveva spiegato nel dettaglio il documento regionale che ha determinato uno stanziamento di 50mila euro per sostenere l’Osservatorio.
“Molti dei pazienti con cui abbiamo parlato vogliono poter affrontare gli interventi per curare l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale. Quindi è necessario che la ricerca possa concentrarsi anche su questo aspetto della Sclerosi, in modo da trovare nuove cure e capire meglio questa difficile malattia. Il professor Francesco Fedele oggi ha chiarito magistralmente l’importanza della creazione di una rete di centri CCSVI omogenea ed affidabile, che possa raccogliere e mettere a disposizione della classe medica, dei pazienti e degli operatori sanitari le informazioni stratificate sulla CCSVI con modalità scientifica. Il Progetto Osservatorio Epidemiologico Nazionale CCSVI infatti si propone di attivare una banca dati nazionale di diagnostica terapeutica sulla CCSVI con l’obiettivo di potenziarne l’appropriatezza dell’indicazione terapeutica. La Regione continuerà ad ascoltare e sostenere progetti di questo tipo, che danno speranze concrete a tutti i pazienti per una migliore qualità della vita, nonostante la malattia". Così ha spiegato ieri nel suo intervento l’on. Perazzolo.
L’Osservatorio avrà sede nella Scuola di Specializzazione in Cardiologia e Malattie Vascolari, Policlinico Umberto I Direttore Prof. Francesco Fedele che ne sarà il Direttore Scientifico e il Prof. Sandro Mandolesi il Coordinatore.
“La Regione sostiene progetto. Già stanziati 50mila euro”.
Il presidente della commissione Lavoro, Politiche Sociali, giovanili e pari opportunità della Regione Lazio, on. Maurizio Perazzolo (Lista Polverini) ieri mattina è intervenuto alla presentazione del progetto denominato ’Osservatorio Epidemiologico Nazionale Sulla Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale (CCSVI) in Soggetti Con Sclerosi Multipla’, promosso dal Prof. Francesco Fedele, Direttore DAI Malattie Cardio-Vascolari e Respiratorie Policlinico Umberto I e Università Sapienza Roma. Il sostegno regionale all'istituzione dell’Osservatorio è stato annunciato il mese scorso dall’on. Perazzolo, durante il convegno organizzato dall'associazione ‘Donne per la Sicurezza Onlus’ a Monterotondo. Nel suo intervento Perazzolo aveva spiegato nel dettaglio il documento regionale che ha determinato uno stanziamento di 50mila euro per sostenere l’Osservatorio.
“Molti dei pazienti con cui abbiamo parlato vogliono poter affrontare gli interventi per curare l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale. Quindi è necessario che la ricerca possa concentrarsi anche su questo aspetto della Sclerosi, in modo da trovare nuove cure e capire meglio questa difficile malattia. Il professor Francesco Fedele oggi ha chiarito magistralmente l’importanza della creazione di una rete di centri CCSVI omogenea ed affidabile, che possa raccogliere e mettere a disposizione della classe medica, dei pazienti e degli operatori sanitari le informazioni stratificate sulla CCSVI con modalità scientifica. Il Progetto Osservatorio Epidemiologico Nazionale CCSVI infatti si propone di attivare una banca dati nazionale di diagnostica terapeutica sulla CCSVI con l’obiettivo di potenziarne l’appropriatezza dell’indicazione terapeutica. La Regione continuerà ad ascoltare e sostenere progetti di questo tipo, che danno speranze concrete a tutti i pazienti per una migliore qualità della vita, nonostante la malattia". Così ha spiegato ieri nel suo intervento l’on. Perazzolo.
L’Osservatorio avrà sede nella Scuola di Specializzazione in Cardiologia e Malattie Vascolari, Policlinico Umberto I Direttore Prof. Francesco Fedele che ne sarà il Direttore Scientifico e il Prof. Sandro Mandolesi il Coordinatore.
Con
preghiera di pubblicarlo integralmente.
Grazie
Roberta
Sibaud
vicepresidente
associazione Donne per la Sicurezza onlus
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